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Biglietti
Locandina
Lo spettacolo
Il tema della famiglia raccontato a teatro
In questo spettacolo teatrale, Luna si ritrova a vivere in una Casa Famiglia che “le fa sentire il profumo di famiglia, anche se la sua è a mille miglia”.
Il gioco come vicinanza
Con cuore agitato Luna sprofonda giù e incontra Mostrogiramondo, lottano furibondi fino a quando lui le svela la sua paura e Luna lo scopre più vicino a sé di quanto potesse immaginare. Imparano ad avvicinarsi l’un l’altra in maniera felpata, si annusano con desiderio di scoprirsi e conoscersi, si confidano a cuore aperto nelle proprie ombre e luci. Giocano a nascondino tutti i giorni per andare alla ricerca della nonna di Luna, presenza-assenza luminosa nella vita della bambina.
Nascondino e confidenza dopo nascondino e confidenza, Mostrogiramondo diventa, il suo, Mostrogiramondo.
Serenità come punto finale
Tra una folata di “vento della vita” ed un’altra, il cuore di Luna si acquieta e si ammorbidisce permettendo ai chiaroscuri della sua vita di diventare armoniosamente punti di forza e vulnerabilità allo stesso tempo. Luna è così pronta a lasciarsi sventolare fiduciosa, proprio come fanno i suoi fiori preferiti, i papaveri.
Parola, danza, illustrazioni: l'immersione
La storia di Luna e del suo Mostrogiramondo viene raccontata a teatro attraverso la parola, la danza e le illustrazioni, per permettere ai piccoli spettatori di immergersi e lasciarsi portare pienamente dalle variegate correnti emotive che soffiano all’interno della narrazione.
Lo spettacolo teatrale gira attorno a questi ruoli:
-Mostrogiramondo
Come tutti i mostri che si rispettino, Mostrogiramondo irrompe nella vita di Luna per un motivo, nella fattispecie, permetterle di vivere pienamente le sue emozioni in tutte le loro sfumature, dalla rabbia, alla paura di mostrarsi nei lati più delicati, al bisogno di appartenenza
-la “tipo mamma Nadia”
Con questo appellativo, Luna sancisce la maternità di Nadia e ne fa affiorare i sottili e porosi confini che esistono tra aspetto biologico, simbolico e relazionale.
Nadia è l’educatrice residente presso la Casa famiglia che accoglie Luna e gli altri bambini, è ascolto e presenza silenziosa, accorta e accorata nella vita di un essere umano fortemente esposto alle intemperie
-la nonna di Luna e la sua morte
Nella famiglia di origine di Luna, la nonna rappresenta il suo punto di riferimento, la sua linea curva di conforto e spensieratezza, la sua linea retta di direzione in una vita scompigliata, la sua spirale di esistenza di senso, nonostante tutto.
La nonna di Luna è portatrice di parole salvifiche nella vita di sua nipote, alla quale conferisce senso di protezione e di riconoscimento del suo mondo emotivo. Attraverso l’espediente del nascondino, la nonna aiuta Luna ad affrontare la sua sparizione dalla vita terrena e trasformarla, in maniera seria e spensierata come solo un gioco sa fare, in presenza
-il “vento della vita”
Una metafora che usa la nonna di Luna e che rivela con profondità e leggerezza la complessità dei momenti che ogni essere umano affronta lungo la propria esistenza, soprattutto per chi, come Luna, si trova a viverli durante la sua infanzia
Adatto per
Consigliato per un pubblico dai 5 anni in su
Nucleo artistico
Valentina Dal Mas si forma nell’ambito della danza e del teatro a Parigi e in Italia con Abbondanza/Bertoni, Dominique Uber, Nina Dipla, Michela Lucenti, Serge Ricci, Carolyn Carlson, Iris Erez, Raffaella Giordano, Alexandre Del Perugia.
È danzatrice per la Compagnia Abbondanza/Bertoni dal 2014 e attrice/danzatrice per La Piccionaia Centro di Produzione teatrale dal 2016.
E’ danzatrice nello spettacolo Femina e La morte e la fanciulla di Abbondanza/Bertoni vincitore del Premio Danza&Danza 2017 come migliore produzione italiana dell’anno e candidato al Premio Ubu 2017.
Nel 2016 intraprende un suo percorso autorale indipendente ed espande la sua professione all’ambito socio-educativo e ai contesti di cura, proponendo laboratori di teatro-danza nelle scuole pubbliche, nelle Case di Cura per anziani, nelle cooperative sociali che si occupano di persone con fragilità di varia natura, di bambini assistiti dai servizi socio-sanitari, presso il carcere di Montorio (VR), AMA (Associazione Malattia Alzheimer) e studi pedagogici.
Nel 2017 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Da dove guardi il mondo?
Nel 2023 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo Luisa.

Collaborazione e Organizzazione
di e con Valentina Dal Mas
illustrazioni Anna Menti
direzione tecnica Matteo Balbo
produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
produzione 2022








